Vito Riviello nasce a Potenza nel 1933.

Inizia giovanissimo pubblicando in pieno clima Neorealistico, una plaquette di poesie dal titolo Città fra paesi, tra stile liberty e crepuscolare (1955), questo volumetto fu definito da Leonardo Sinisgalli: “Il primo ritratto letterario di Potenza”.

Nel decennio successivo collabora con riviste letterarie di rilievo nazionale, quali Letteratura, Rendiconti, Nuovi Argomenti’ e frequenta le avanguardie italiane, il gruppo ’63 in particolare. Con alcuni dei protagonisti del gruppo come con i maggiori scrittori artisti ed intellettuali dell’epoca manterrà sempre un legame artistico e intellettuale vividissimo, come testimoniano gli incredibili carteggi ( tutti custoditi nel vastissimo archivio in studio presso l’Archivio del ‘900 – Università La Sapienza di Roma) e le rassegne di letture in Italia e all’estero.

Negli anni settanta vengono pubblicati diversi libri di poesia, tra questi: L’Astuzia della Realtà (Vallecchi, Firenze), con la prefazione di Paolo Volponi e Dagherrotipo (Scheiwiller, Milano).

Negli anni ottanta si accentua un’ironica demistificazione delle certezze esistenziali, vedi: “Sindrome dei ritratti austeri” (Edizioni El Bagatto, 1980); Tabarin (Carte Segrete, Roma); Assurdo e Familiare (Empiria e Florida, Roma), con la prefazione di Giovanni Raboni; “Apparizioni”; Rossi & Spera editori, 1989); “Il passaggio della televisione”; edizioni Elytra 1993).

La critica parla di neodadaismo nelle ultime opere di Riviello, ma anche di precedenti letterari del cinquecento come Rabelais, Burchiello, Berni.

Nel 1997 con il libro Assurdo e Familiare (Manni, Lecce) l’autore recupera il titolo dell’opera precedente, per farne un’antologia riassuntiva delle pubblicazioni fatte in venticinque anni, con un saggio di Giulio Ferroni.

Fervorosa l’attività di Vito Riviello che dal 2000 al 2007 edita i seguenti libri:Plurime Scissioni (Pagine, Roma), con introduzione di Francesco Muzzioli; Acatì (Onyx, Roma) e Livelli di Coincidenza (Campanotto), con la postfazione di Gabriele Perretta che in questo libro individua in pieno il senso della nuova poesia comica europea.

Riviello ha scritto anche libri in prosa, tra cui piace citare: Premaman (La Nuova Libreria, Potenza), con prefazione di Gilberto Finzi; La neve all’Occhiello (Capuano), con prefazione di Giovanni Russo; E arrivò il giorno della prassi (Empiria), introduzione di Giorgio Patrizi; La luna nei portoni (Calice, Rionero in Vulture); un libro singolare è Fotofonemi in cui l’autore seguendo l’antica lezione di Baudelaire attua la commistione dei codici d’arte traducendo alla lettera 18 fotografie di Giuliana Laportella.

Non va dimenticata la sua significativa attività di ‘scrittore per l’arte’. Vito Riviello ha firmato testi , saggi, recensioni per i più particolari artisti del panorama italiano e internazionale, i suoi rapporti continuativi con la Pop Art Italiana con Mario Schifano in particolare.

I suoi scritti sono stati tradotti in diversi Paesi del mondo e molte tesi di laurea sulla complessità e la originalità della sua opera ( alcune già scritte negli anni) sono in corso in diverse Università italiane.